
Sembra incredibile, ma molto spesso una comunicazione inadeguata è alla base di spiacevoli situazioni.
Anche quando il fallimento può sembrare in relazione a problemi tecnici o al tipo di servizi forniti, in realtà il gap che si crea tra le aspettative ed i risultati ottenuti è perlopiù determinato da una inadeguata informazione.
Per esempio, nel caso di un gatto con una patologia dermatologica cronica, il veterinario sa che la malattia avrà un decorso prolungato mentre il proprietario, generalmente, si aspetta di risolvere il problema con una sola visita; una corretta informazione iniziale potrebbe prevenire una delusione a lungo termine. L’interruzione dell’informazione può verificarsi in entrambe le direzioni: cliente → veterinario e viceversa.
Buone capacità di comunicazione sono essenziali per il clinico: un proprietario che si reca dal veterinario è spesso così preoccupato e stressato da capire con maggiore difficoltà le spiegazioni del medico.
Alcuni proprietari, poi, sono riluttanti ad ammettere di non aver compreso a fondo, per paura di sembrare ignoranti.
Se hanno problemi a seguire determinati consigli, piuttosto che venirne a capo, una volta lasciato il veterinario, li ignorano semplicemente.
Avere una storia clinica completa è la base per il raggiungimento di una corretta diagnosi e le difficoltà spesso crescono se ci sono barriere con il cliente o se chi conduce l’animale alla visita non è in contatto giornaliero con lui.
Capita che alcuni proprietari non descrivano la realtà delle cose per paura di essere giudicati.
E’ compito del veterinario assicurarsi dell’efficacia della comunicazione, a tal fine si è dimostrato utile fornire qualcosa di scritto.
Se ci sono dubbi non si deve aver paura di chiedere le dovute delucidazioni al veterinario.
Seconda opinione
Quando il cliente o lo stesso veterinario avvertono che i progressi non sono soddisfacenti si può ricorrere all’opinione di un altro collega (consulto medico).Generalmente si tratta di uno specialista nel campo della patologia in corso le cui capacità, associate alla disponibilità di attrezzature speciali, possano essere utili per ulteriori accertamenti diagnostici e/o trattamenti mirati.
È il caso di alcune lesioni neurologiche che non possono essere diagnosticate con le normali radiografie ma che è possibile individuare con l’ausilio della risonanza magnetica.
L’elevato costo dello scanner e l’alto livello d’esperienza necessario per utilizzarlo determinano costi elevati che possono essere sostenuti solo da centri dedicati.
Un attento professionista è in grado di comprendere quando è il momento di suggerire questo tipo di servizi; sarà anche suo scrupolo fornire le migliori informazioni ed assicurarsi che il centro di referenza sia in grado di gestire al meglio la situazione.
Se vi sembra il caso, non siate imbarazzati nel riferire le vostre perplessità a proposito di come le cose progrediscono e richiedete voi per primi una consulenza specialistica!
Reazioni avverse ai farmaci
Ogni farmaco, anche se prescritto nel più stretto rispetto delle istruzioni della casa produttrice ha potenziali effetti collaterali.
A volte si tratta di manifestazioni lievi a volte decisamente gravi.
Il veterinario è tenuto a prescrivere ed impiegare farmaci registrati ad uso veterinario e per quella determinata specie ma, in assenza di questi, può ricorrere a specialità registrate per altre specie o destinate all’uomo.
In ogni caso è importante che l’utilizzatore finale comprenda come si somministra il farmaco e quali siano i rischi correlati al suo impiego.
Perciò, se i risultati attesi dall’impiego dei farmaci non sono soddisfacenti o addirittura si manifestano effetti collaterali, è importante parlare con il clinico che si preoccuperà, se è il caso, di segnalare quanto necessario alle autorità competenti.
fonte:www.animalinelmondo.com
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