sabato 24 luglio 2010
giovedì 22 luglio 2010
No al dimezzamento dei fondi ai parchi
Lettera di FAI e WWF pubblicata sulCorriere della sera di oggi
L’accorato appello lanciato dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo – alla quale esprimiamo la più completa solidarietà – illustra efficacemente quali pericoli minacciano le aree protette.
L’accorato appello lanciato dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo – alla quale esprimiamo la più completa solidarietà – illustra efficacemente quali pericoli minacciano le aree protette.
Queste, che tutelano buona parte del territorio italiano, rappresentano uno dei maggiori successi del Paese, il quale in pochi decenni ha saputo innalzare dallo 0,6% al 10% (più altrettanto in riserve marine) la percentuale di superficie sottratta ad abusivismo, incendi, caccia, diboscamenti, inquinamenti, preservando così la preziosa biodiversità e i fantastici paesaggi del Bel Paese.
E in più offrendo incomparabili servigi in termini di riduzione dei gas a effetto serra, produzione di acque pulite, incremento di turismo e, di conseguenza, d’introiti per le popolazioni locali, soprattutto nel nostro già
sfortunato Meridione.
sfortunato Meridione.
I parchi e le riserve marine garantiscono 86.000 posti di lavoro, un fatturato di9 miliardi l’anno, un flusso turistico annuale di 34 milioni di visitatori, non solo italiani.
Per tutta questa impagabile serie di vantaggi, finora il sistema di aree protette costa allo stato 50 milioni di euro, pari alla spesa di un caffè all’anno per ogni italiano. Il voler – come la manovra economica in
discussione prevede – tagliare del 50% i contributi statali ai parchi significa mettere a rischio funzioni indispensabili come la sorveglianza e i controlli, tagliare posti di lavoro e aprire la porta a tutta una serie di aggressioni finora tenute a freno, dal bracconaggio agli incendi, all’abusivismo.
discussione prevede – tagliare del 50% i contributi statali ai parchi significa mettere a rischio funzioni indispensabili come la sorveglianza e i controlli, tagliare posti di lavoro e aprire la porta a tutta una serie di aggressioni finora tenute a freno, dal bracconaggio agli incendi, all’abusivismo.
Fai e il Wwf non possono non denunciare come, a fronte di autentici sprechi in tanti settori ai quali non si prevedono decurtazioni, si voglia
colpire proprio quelle strutture che assolvono i doveri della difesa della patria e della tutela del paesaggio.
colpire proprio quelle strutture che assolvono i doveri della difesa della patria e della tutela del paesaggio.
Auspichiamo, infine, che nell’anniversario dell’Unità d’Italia e nell’anno dedicato dall’Onu alla difesa della biodiversità, lo Stato voglia aiutare il mondo della natura non togliendo fondi alla difesa del 10% del «sacro
suolo della Patria» come lo definisce la Costituzione repubblicana.
suolo della Patria» come lo definisce la Costituzione repubblicana.
Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario FAI
Fulco Pratesi, presidente onorario WWF Italia
Fulco Pratesi, presidente onorario WWF Italia
martedì 20 luglio 2010
Asini, la rivincita degli umili. C'è chi li aiuta in ogni parte del mondo
Nei cinque continenti ne vengono curati 400 mila ogni anno dall'associazione «The Donkey Sanctuary»
MILANO - Ruth viene da Kiserian, una cittadina vicino a Nairobi, in Kenya. Per mantenere se stessa e i suoi tre figli trasporta e distribuisce l’acqua alle famiglie della zona. Come quasi tutti i suoi concittadini non si può permettere un’auto o un camioncino: l’unico mezzo di trasporto di cui dispone è il suo asinello. L’acqua è un carico pesante e difficile da trasportare e, fino a un anno fa, l’imbragatura sbagliata infliggeva ferite profonde al corpo dell’animale che, pur soffrendo, continuava a lavorare duramente. Poi, l’incontro con l’associazione inglese «The Donkey Sanctuary» che, con un laboratorio veterinario specializzato nella cura di asini e muli a Nairobi e tre cliniche mobili, fornisce dal 1994 cure gratuite agli equini da lavoro kenyoti. Ora l’asinello di Ruth è guarito e, grazie alla frequentazione di un seminario sulla corretta gestione del proprio animale da lavoro organizzato dal sodalizio inglese, Ruth ha iniziato ad aiutare gli altri proprietari della zona a far vivere il loro equino meglio e più a lungo.
DALL'EUROPA AL MONDO - Il lavoro in Kenya è solo una parte infinitesimale di ciò che ha costruito nel mondo «The Donkey Sanctuary», fondata nel Devon nel 1969 da Elizabeth Svendsen con l’apertura di Slade House Farm, tuttora sede centrale dell’associazione dove sono ospitati permanentemente 150 asinelli abbandonati. Dall’Inghilterra il lavoro si è esteso a buona parte del Vecchio Continente con l’apertura di rifugi in Spagna, a Cipro, in Irlanda e in Italia. Ma se in Europa il numero di asini bisognosi è contenuto, nel Terzo Mondo è fuori controllo. Come l’animale di Ruth, la maggioranza di queste creature umili, frugali, pazienti e resistentissime continua a lavorare in condizioni durissime per mantenere l’uomo. Fu così che, a partire dalla metà degli anni Ottanta, «The Donkey Sanctuary» invase pacificamente molti Paesi poveri e oggi reca sollievo ogni anno a circa quattrocentomila dei 60 milioni di asini che popolano il pianeta.
IN PRINCIPIO FU IL KENYA - Il primo avamposto extraeuropeo fu l’isola kenyota di Lamu visitata dalla Svendsen nel 1985. Poco dopo era già operativo il Lamu Centre per la cura degli oltre duemila asini isolani martoriati da problemi agli zoccoli, ai denti, da parassitosi e imbragature scorrette. Un anno dopo fu la volta dell’Etiopia, dove «The Donkey Sanctuary» fondò in partnership con l’Università di Addis Abeba, un ospedale veterinario a Debre Zeit, a 30 chilometri dalla capitale. Un lavoro analogo viene svolto dal 1991 a Città del Messico, nella sede della National Autonomous University, dal 1998 in India, con cinque centri veterinari a Delhi, Ahmedabad, Gwalior, Sikar e Solapur e, dal 2003, in Egitto, con sede a Faisal, non distante dalle Piramidi di Giza. L’ultima scommessa di «The Donkey Sanctuary» è la Cina ma data la vastità del Paese per il momento il lavoro dell’associazione si limita all’organizzazione di seminari per i veterinari locali.
ONOTERAPIA PER I BIMBI - Oltre agli asini, importantissimi per «The Donkey Sanctuary» sono i bambini. Per loro, in molti dei Paesi in cui l’associazione opera vengono organizzate lezioni scolastiche che mirano, attraverso il racconto di storie e disegni, a costruire una cultura del rispetto per l’animale che contribuisce al loro mantenimento. Ma c’è altro: in molti dei rifugi europei sono attivi programmi di onoterapia per piccoli con disabilità motorie o psicologiche. Presto, la terapia assistita con gli asini prenderà avvio anche nella sede italiana dell’associazione: «Il Rifugio degli Asinelli» di Sala Biellese, sui pendii della catena montuosa della Serra, dove attualmente vivono cento asini salvati dai maltrattamenti.
Giorgia Rozza
giovedì 15 luglio 2010
No all'abbandono: appello della LAV e di 'Sansone'
“Non abbandonate gli animali, portateli con voi e adottateli da un rifugio”: con questo importante messaggio arriva sul grande schermo il celebre Sansone, già protagonista degli storici fumetti di Brad Anderson e ora di una divertentissima commedia omonima nei cinema d’Italia dal 13 agosto. Al suo fianco il Ministro del Turismo e la LAV , per impedire che anche quest’anno altri 130 mila animali (circa 50 mila cani e 80 mila gatti) possano essere abbandonati e per distribuire la simpatica guida-pratica della LAV “Il Sì per tutta la vita” che spiega, in modo semplice, come la convivenza con un quattro zampe implichi anche dei doveri e delle responsabilità.
Per promuovere questo messaggio di rispetto verso gli animali, nel trailer del film Sansone - doppiato da Pupo - rivolge l’appello a non abbandonare gli animali e ricorda che i canili sono pieni di cani in attesa di una famiglia che li adotti.
La commedia, diretta dal registra Tom Dey e distribuita dalla 20th Century Fox, è approvata dall’American Humane's Film & Television Unit dell’American Humane, la principale autorità per l'uso sicuro di animali nel cinema, che certifica con esperti e medici veterinari sul luogo delle riprese l’impiego “no cruelty”.
Sansone è una commedia piacevole e fa riflettere.
Il simpatico cane danese, creato nel 1954 con il nome di Marmaduke e conosciuto in Italia con quello di Sansone per aver riempito in passato le vignette di Topolino, nel film in uscita, realizzato in live action e patrocinato dal Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, dovrà affrontare il trasferimento in California assieme a tutta la famiglia, gatto compreso, adattandosi a un nuovo stile di vita.
“Durante questa avventura i messaggi per lo spettatore sono chiari: cani e gatti fanno parte integrante della famiglia, possono accedere normalmente a luoghi pubblici come parchi e spiagge e sono tutti uguali a dispetto di presunte superiorità di razza – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile nazionale LAV settore Cani e Gatti - Messaggi che però non sono ancora ben chiari a tutti, come dimostrano le cifre del randagismo nel nostro Paese dove, secondo i dati ufficiali diffusi dal Ministero della Salute e riferiti al 2007, i cani randagi sono circa 600mila di cui solo un quarto nei canili e sarebbero 2,6 milioni i gatti randagi. Questi dati dimostrano inequivocabilmente la gravità del problema e la necessità di sensibilizzare i cittadini, fin da piccoli”.
15 luglio 2010
Ufficio Stampa 20th Century Fox Francesco Marchetti 06 881759652
Ufficio Stampa LAV 06 4461325 - www.lav.it
A VERONA NASCE IL PRONTO SOCCORSO PER ANIMALI. L'ENPA: "INIZIATIVA DI GRANDE EFFICACIA"
In merito a quanto dichiarato dal sottosegretario alla salute, Francesca Martini, che ha annunciato la creazione - a Verona - di un pronto soccorso per animali, il presidente nazionale dell’Enpa Carla Rocchi, dichiara quanto segue: “Quella del sottosegretario Francesca Martini è una iniziativa di grande efficacia, un primo passo grazie al quale si inizia a porre rimedio alla drammatica scarsezza di strutture di pronto soccorso per animali. Troppo spesso, infatti, è capitato che i generosi tentativi di soccorrere animali feriti, vuoi perché investiti da un’automobile vuoi perché maltrattati, siano stati vanificati dall’impossibilità di contattare personale qualificato o di avere a disposizione mezzi adeguati a tale intervento. Da sempre l’Enpa è impegnata a realizzare sul territorio strutture di soccorso e l’iniziativa del sottosegretario Martini, in sinergia con le istituzioni locali, è il segnale di una operatività nuova che, coinvolgendo il territorio, le istituzioni e le associazioni, può dare in un virtuoso fai da te, i migliori e più utili risultati”. (14 luglio)
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