venerdì 10 dicembre 2010
venerdì 3 dicembre 2010
Il WWF per un Natale sostenibile
2/12/2010 - Per le Feste in arrivo il WWF propone un decalogo con 10 consigli pratici per ridurre l’impronta ecologica del proprio Natale
Per le Feste in arrivo il WWF anche quest’anno ha realizzato uno speciale “dec-albero” di Natale ‘virtuale’, un decalogo con 10 consigli pratici per ridurre l’impronta ecologica del proprio Natale, dalla scelta delle luminarie al cenone della vigilia. “Per non rovinare i nostri migliori propositi di bontà natalizia con un’impronta ecologica devastante abbiamo pensato a qualche accorgimento mirato per celebrare, anche in periodo di crisi, un Natale sostenibile senza rinunciare all’atmosfera gioiosa e alle piccole grandi soddisfazioni della festività più attesa ma che per sprechi di carta, avanzi di cibo buttati, botti che spaventano gli animali, spesso si trasforma nella festa più impattante dell’anno” – ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia.
ADDOBBI
1. Albero “locale” o artificiale ‘di riciclo’
2. Luminarie a basso consumo (www.eurotopten.it)
IL CENONE
3. No a piatti, bicchieri e posate usa e getta (www.improntawwf.it)
4. Niente foi gras, caviale o aragoste (www.wwf.it/pesca)
5. Più prodotti locali e di stagione, poca carne (www.improntawwf.it)
LE VACANZE
6. Preferisci l’Italia a mete lontane e il treno all’aereo (www.wwf.it/vacanze)
SCEGLIERE I REGALI
7. Non regalare specie esotiche o prodotti derivati, alimentano il commercio illegale
8. Shopping in bici o con mezzi pubblici, muniti di sporte riutilizzabili (www.portalasporta.it)
9. Elettrodomestici e apparecchi tecnologici solo se “efficienti” (www.eurotopten.it)
10. Regala prodotti biologici, del commercio equo e solidale, a basso impatto ambientale e sociale o
adotta una specie a rischio su www.wwf.it/adozioni!
L'albero sostenibile
Partiamo dal ‘simbolo’ del Natale: per avere un albero sostenibile (e anche “originale”), la cosa migliore è rinunciare all’acquisto del classico abete coltivato apposta per la festività, e addobbare i nostri alberi tipici, anche gli stessi che abbiamo in terrazzo o in giardino. In questo modo si risolve anche il problema di cosa farne finite le feste. Se proprio vogliamo avere un abete tradizionale, è importante controllare che sia certificato ovvero prodotto in vivai specializzati per i periodi natalizi, e tenerlo rigorosamente lontano da fonti di calore, meglio se in balcone o in giardino. Quest’anno gli alberi di Natale IKEA aiutano il WWF: per ogni albero restituito, 3 euro andranno ai progetti dell’associazione. Esistono anche in commercio alberi artificiali realizzati con materiale riciclato (cartone, plastica) che una volta acquistati durano a lungo.
Luminarie a prova di CO2
Illuminare case e strade 24 ore al giorno comporta un inutile aumento dei consumi elettrici e delle emissioni. Meglio utilizzare lampadine a basso consumo o a led, che consumano fino a 1/10 delle normali lampadine, e accenderle solo in momenti particolari. Si risparmia anche in bolletta!
Cenone a km. 0
Per il cenone scegliamo ricette tradizionali a base di ingredienti a chilometri zero e di stagione, ridurremo le emissioni di CO2 e guadagneremo in gusto e freschezza dei prodotti. Fatte salve le tradizioni italiane, cerchiamo anche nei giorni di festa di ridurre i consumi di carne, soprattutto quella bovina, questo farà bene alla nostra salute e al clima del Pianeta (su www.improntawwf.it il gioco online per calcolare quanta CO2 produciamo con le nostre abitudini alimentari). Evitiamo prodotti come il patè de foi gras (che comporta enormi sofferenze agli animali), datteri di mare (specie protetta dalla CITES e la cui raccolta provoca la distruzione di scogliere marine), aragoste (sull’orlo dell’estinzione e ‘cucinate’ con metodi crudeli). Il caviale è ricavato da diverse specie di storioni, molte delle quali sono già commercialmente estinte in molte aree del pianeta. Fondamentale scegliere caviale “certificato” o da acquacoltura e invitare il proprio rivenditore a fare lo stesso. Per sapere quali pesci acquistare si può scaricare la guida WWF “Sai che pesci pigliare?”
Vacanze verdi
Scegliere mete italiane o comunque raggiungibili in treno, invece di località esotiche e lontane, consente di evitare consistenti emissioni di CO2 e di scoprire angoli e tradizioni del nostro Paese che forse ancora non conosciamo. A questo link i consigli WWF per le “Vacanze natura” invernali o le Fattorie del Panda: www.wwf.it/vacanze .Regali, quando il Pianeta ringrazia
Per chiudere in bellezza l’Anno della Biodiversità, un regalo davvero “amico dell’ambiente” èl’adozione di una specie a rischio: a partire da 30 euro si sostengono i progetti sul campo del WWF per salvare dall’estinzione specie simbolo come tigri, orsi, elefanti, delfini, panda, tartarughe marine e da quest’anno anche oranghi e ghepardi. In cambio, a seconda della formula, un certificato di “adozione” personalizzato, calendari digitali, wallpaper con bellissime immagini, screensaver, firme digitali o, con un piccolo contributo in più, anche il peluche delle specie adottata, perfetto per l’albero di Natale
Ecco invece alcuni consigli se si vuole fare un po’ di shopping tradizionale: la ricerca dei regali si può fare a piedi, in bici o usando i mezzi pubblici, portandoci dietro un congruo numero di sporte riutilizzabili: un bel risparmio di traffico e di riduzione delle buste di plastica (www.portalasporta.it ).Assolutamente vietato regalare animali esotici come iguane, serpenti o tartarughe o prodotti derivati, per esempio oggetti in avorio, corallo, pelli di coccodrillo: rischiamo di fare un “regalo” solo ai commercianti del mercato illegale. Se poi si scelgono apparecchi come televisori, computer o stereo, è importante preferire quelli che possono essere spenti completamente, invece di rimanere in standby, e che comunque abbiano standard elevati di efficienza energetica – panoramica dei più efficienti sul www.eurotopten.it/ a cura del WWF. E’ comunque buona norma scegliere regali sostenibili come un bel cesto di prodotti biologici – olio, pasta, pomodori, vino e altri prodotti “Terre dell’Oasi” che arrivano da alcune delle Oasi del WWF - del commercio equo e solidale o comunque certificati, che garantiscano il più basso impatto ambientale e sociale possibile
Per le AZIENDE ci sono invece i biglietti di auguri WWF, le agende in carta e materiali riciclati, o i nuovissimi prodotti “Terre dell’Oasi”, perfetti come strenna natalizia da inviare a clienti, dipendenti e partner.
martedì 23 novembre 2010
LE PELLICCE DI CANI E GATTI - COME RICONOSCERLE

I nomi di fantasia dietro cui si nasconde la pelliccia di cani e gatti
(di Stefano Carnazzi)
Primi freddi, nuovi acquisti di cappotti e soprabiti pesanti. Come evitare di acquistare bordi di pellicciotto dei nostri amati animali domestici? Ecco come riconoscerli: nomi, etichette e norme generali.
L'utilizzo di qualunque pelliccia è deprecabile, ma in Italia è addirittura illegale commercializzare capi d'abbigliamento con pelli e pellicce di cani o gatti. Eppure, può capitare di trovarne. Ogni inverno i giornali se ne occupano. Tutte le denunce presentate finora sono state archiviate. Se la legge non ci presta attenzione, facciamola noi.
Attrezziamoci per riconoscere e per evitare questi obbrobri, a partire dagli esotici nomi di fantasia dietro cui si celano le pellicce di cani e gatti familiari.
Ecco tutti i nomi raccolti nelle investigazioni di Humane Society (una delle maggiori organizzazioni statunitensi per gli animali, nonché quella che monitora tutti i recenti film con la dicitura "No animals were harmed"),Protezione Svizzera degli Animali, Enpa.
Nome sull'etichetta per le pellicce di cani
Asian jackal
Asiatic racoonwolf
Asian wolf
Cane procione
Cane selvatico
Corsak
Corsak fox
Dogaskin
Dogue of China
Finnracoon (asiatico)
Fox of Asia
Gae wolf
Gubi
Kou pi
Lamb skin
Loup d'Asie
Lupo Asiatico,
Lupo cinese,
Murmanski
Nakhon
Pemmern wolf
Procione asiatico
Sakhon
Sobaki
Special skin
Nome sull'etichetta per le pellicce di gatti
Gatto di Cipro
Gatto Lyra
Genette
Goyangi
Housecat
Katzenfelle
Lipi
Mountain cat
Wildcat
Special skin
"Vera pelliccia"?
"Da quando in italia è diventato reato la realizzazione di capi con pellicce di cane e gatto - spiega Ilaria Ferri, direttore scientifico Enpa - le etichette tendono a non riportare più questi nomi fantasiosi ma si limitano a 'vera pelliccia'. Infatti una delle nostre battaglie è quella della richiesta di obbligo di etichettatura. Ciò aiuterebbe anche a evidenziare un altro reato,la frode commerciale. Così sarebbe possibile incastrare questi criminali anche se non fossero pellicce di cane e gatto".
"Coniglio, lapin, marmotta, volpe, coyote"?
7 dei 10 capi muniti di colli di pelliccia così etichettati, comprati e fatti analizzare dall'Enpa di Genova, sono risultati di cani e gatti domestici.
Chiamiamo i CarabinieriOra in Italia esiste un reato previsto dalla norma che modifica il Codice Penale: prevede che la vendita di pelli di cani e gatti abbia rilevanza penale. La legge dà uno strumento per denunciare l'uso illegale di pelliccia di cane o gatto. In caso di dubbio si potrebbero perfino chiamare i Carabinieri (del NOE, Carabinieri Nucleo Ecologico). Prima o poi ci saranno indagini presso importatori e sartorie.
Quanto costa?
Più i cappotti sono economici, più sono cinesi... E più probabilmente si tratta di cane e gatto.
Idea
Non facciamo prima ad evitare di comprare capi d'abbigliamento senza rifiniture di pellicce di varia origine?
Enpa, Ente Nazionale Protezione AnimaliHumane Society
L'elenco della Protezione Animali Svizzera
(Grazie a Silvana Monaco)
venerdì 19 novembre 2010
WWF 21-24 NOVEMBRE: SUMMIT STORICO PER SALVARE LA TIGRE
RAPPORTO E DOCUMENTARIO TRAFFIC/WWF:
I MERCATI DEL MYANMAR “FRONTIERE LETALI” PER LE TIGRI
Su www.wwf.it/tigre ultima tappa della grande Campagna WWF
per sostenere le azioni sul campo in tutto il mondo
Gran finale per l’Anno della Tigre: dal 21 al 24 novembre si terrà a San Pietroburgo lo storico vertice che dovrà decidere il futuro della “regina della giungla” e che vedrà riuniti, sotto la presidenza del primo ministro Vladimir Putin, i capi di Governo dei 13 Paesi che ospitano le ultime 3200 tigri rimaste in natura, le organizzazioni ambientaliste e istituzioni nazionali e internazionali, tra cui la Banca Mondiale, cruciali per lo sviluppo di un Piano Internazionale per la Conservazione della tigre. Un vertice di altissimo livello, che per la prima volta riunirà i capi di Governo per discutere di una singola specie animale, e da cui il mondo intero, insieme al WWF e al TRAFFIC, si aspetta impegni concreti e immediati per salvare dall’estinzione l’icona della biodiversità asiatica e raddoppiarne il numero entro il 2022, prossimo Anno della Tigre nel calendario cinese.Alla vigilia del summit, il TRAFFIC (network internazionale promosso negli anni settanta dal WWF e dall’IUCN per il monitoraggio del commercio di specie) e il WWF lanciano un nuovo rapporto e il documentario breve “Closing a deadly Gateway”, che dimostra come ancora oggi il cruento commercio illegale di tigri e grandi felini lungo i confini di Myanmar, Thailandia e Cina, una vera “frontiera letale”, stia decimando specie tra le più amate e carismatiche di sempre, compromettendo qualsiasi azione di conservazione di questo splendido felino.
Negli ultimi dieci anni gli studi e le indagini condotte in Myanmar e Thailandiadal TRAFFIC e dal WWF hanno scoperto che sul mercato nero di animali vivi si possono ancora trovare specie rare come tigri o il raro leone asiatico, oltre acentinaia di loro parti, pelli, ossa, zampe e denti, tanto che solo per rifornire quei mercati si stima siano stati uccisi almeno 400 esemplari. Un mercato illegale ma fiorente, vietato dalle leggi nazionali e internazionali, ma favorito dagli alti margini di profitto, dallo scarso timore di incriminazioni e dalle autorità corrotte, in particolare nelle aree del Myanmar non controllate dal Governo centrale, dove le azioni di contrasto sono più difficili e dove le tigri sono “denaro facile” per gruppi mafiosi e di opposizione anti-governativa. È qui che vengono smerciati animali e prodotti derivati provenienti da Myanmar, Laos, Thailandia, Malesia, India e Indonesia, e diretti via terra o via mare verso Cina e Thailandia, tutti Paesi che a San Pietroburgo saranno chiamati a definire quell’impegno decisivo per la salvezza della tigre. Un quadro drammatico, che si aggiunge ai numeri forniti appena pochi giorni fa da un altro rapporto TRAFFIC, secondo cui tra il 2000 ed il 2010 in 11 dei 13 Stati-range le autorità hanno sequestrato prodotti vari come ossa, pelli, denti che derivano da un numero di tigri tra le 1069 e le 1220, per una media di 104-119 animali uccisi all’anno, soprattutto in India, Cina e Nepal.
“Con poco più di 3200 tigri rimaste in natura, il perdurare di un mercato nero di questa portata non può essere sottovalutato. Il commercio illegale rappresenta la minaccia più temibile e diretta alla sopravvivenza della tigre. E mette a rischio anche gli altri felini asiatici – ha detto William Schaedla, direttore TRAFFIC del Sud-est asiatico – Le leggi sulle specie in Myanmar e Thailandia proibiscono il commercio di tigre e altri felini. Le autorità devono far sentire il peso di questa legge per affrontare i trafficanti.”
“Fermare subito il commercio illegale e il bracconaggio è il nodo cruciale per salvare la tigre – ha detto Massimiliano Rocco, responsabile Specie e Traffic del WWF Italia – Con tutti i Paesi protagonisti riuniti insieme per un vertice storico sul futuro della tigre, il mercato nero deve essere al centro dei negoziati e di un’azione locale e globale senza precedenti, per sconfiggere il commercio illegale e promuovere azioni di conservazione che devono vedere impegnata tutta la comunità internazionale. Anche Paesi lontani come l’Italia devono assumersi le loro responsabilità, tanto più perché siamo tra i maggiori importatori di prodotti derivati dalla fauna e dalla flora selvatica di quella parte del mondo, e con le nostre scelte consumistiche rischiamo di favorire la distruzione di quei delicati ambienti. Ci aspettiamo un impegno dal settore delle imprese come dalle istituzioni per contribuire alla conservazione di questa specie.”
LA CAMPAGNA WWF: ULTIMA CHIAMATA PER AIUTARE LA TIGRE
In vista del vertice mondiale sulla TIGRE il WWF chiama tutti a raccolta per la tappa finale della più importante Campagna WWF mai dedicata a una specie, che sta raccogliendo aiuti in tutto il mondo per sostenere il lavoro sul campo di ricercatori e personale specializzato, impegnati ogni giorno nella salvaguardia della ‘regina della giungla’. Su www.wwf.it/tigre è possibile “adottare” la specie e dare il proprio contributo, sostenendo così le azioni di sorveglianza 24 ore su 24 contro i bracconieri, le indagini per combattere il commercio clandestino, l’istituzione di nuove aree protette e nuove regole nei Paesi in cui vive la tigre. Alla campagna internazionale ha partecipato come testimonial anche l’attore Leonardo di Caprio, che ha seguito gli esperti del WWF in Asia e che nei giorni scorsi ha pubblicato un editoriale sul Washington Post (http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/11/11/AR2010111105607.html). Suwww.wwf.it/tigre lo speciale “Anno della Tigre” per conoscere l’azione WWF per la tutela della specie e per adottarla, proteggendo il suo habitat e la sua sopravvivenza. La tigre è anche tra i protagonisti del calendario digitale 2011 dedicato ai grandi predatori disponibile suwww.wwf.it/adozioni.
- REPORT COMPLETO SCARICABILE DA:
- FOTO IN ALTA RISOLUZIONE: http://www.divshare.com/gallery/796497-3a9
- IL DOCUMENTARIO E’ SU: http://www.youtube.com/watch?v=OC9CATzZCO4
- CLIP DAL DOCUMENTARIO SCARICABILI DA:
- B-ROLL SULLE TIGRI E IL COMMERCIO ILLEGALE:http://www.divshare.com/folder/666213-2bc
sabato 13 novembre 2010
Adottare un cane o un gatto recandosi in un canile o gattile è un bellissimo gesto di sensibilità e di grande civiltà!
Adottiamo UN ANIMALE ABBANDONATO, COMPIAMO UN ATTO DI GENEROSITÀ. ..alcuni vivono tutta la loro vita in canile, NON COMPRATE mai animali d'affezione, ma adottate quelli abbandonati. ...un PICCOLO GRANDE GESTO D'AMORE !

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